I 10 libri di viaggio per scoprire il mondo attraverso le parole

Viaggiare come arte, come scoperta, come istinto irrefrenabile. Per alcuni diventa parte integrante del proprio quotidiano, per altri è solo una maniera in più per staccare la spina dalla routine. Ma chi lo ha detto che per partire verso nuove destinazioni si debba per forza salire su un mezzo di trasporto? Grazie alla letteratura (e ad un pizzico di immaginazione) si può infatti andare in vacanza e visitare località sconosciute anche stando comodamente seduti sul divano. Ecco una lista di 10 libri che sicuramente potranno dare spunti per organizzare grandi e piccole imprese! 

Viaggio in mongolfiera in Asia
Volo in mongolfiera. Foto: Pixabay/Peggy_Marco

Il giro del mondo in 80 giorni

“Un buon inglese non scherza mai, quando si tratta di una cosa tanto seria come una scommessa.” Classico della letteratura per ragazzi capace di appassionare anche gli adulti, Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne racconta l’incredibile viaggio del gentleman Phileas Fogg e del suo fedele maggiordomo Passepartout intorno al globo. Inghilterra, Italia, Egitto, India, Cina, Giappone, Stati Uniti, Irlanda e di nuovo Inghilterra… bisogna prepararsi a lunghi spostamenti in treno, in nave e ad inaspettati decorsi in elefante e in slitta – sfondi delle mille avventure e disavventure che aspettano i protagonisti. Non esiste lettura migliore per tornare a sognare luoghi vicini e lontani come un bambino. 

Una città o l’altra: Viaggi in Europa

“Mi affascinava come gli europei potessero essere tanto uguali tra loro pur rimanendo così eternamente e sorprendentemente diversi.” Apprezzato per il suo spiccato senso dell’umorismo, Bill Bryson scrive del suo viaggio in Europa, da nord a sud, riportando le sensazioni e le emozioni vissute da giovane studente. Dalle strade di Parigi affollate da automobilisti impazziti alla sua prima esperienza di furto in una delle vie di Firenze… Bryson racconta, attraverso vicende e aneddoti, culture e personaggi che hanno segnato la sua avventura da Hammerfest a Istanbul. Che cosa avrà pensato una volta arrivato a Roma, passeggiato a Milano e visto il mare di Capri e Sorrento?

Piazza Navona con dettaglio in primo piano della Fontana del Nettuno di Bernini
Piazza Navona, Roma. Foto: iStock/Nicola Forenza

Mangia, prega, ama – Una donna cerca la felicità

“Ho sempre avuto la sensazione che a un viaggio valga la pena di dedicare spese e sacrifici. Il mio amore per il viaggio è più sincero e costante degli altri miei amori […].” L’autobiografia di Elizabeth Gilbert è un’esperienza attraverso tre paesi molto lontani dalla New York in cui vive, distanti anni luce da un matrimonio senza amore e da un lavoro, sì perfetto, ma che non la soddisfa. Si ritrova così in piena notte, per la 47esima volta, a piangere sul pavimento del suo bagno, cercando le forze per iniziare una nuova vita. Lo farà, partendo per l’Italia, dove ravvivare il piacere dei sensi, per l’India, in cui trovare la pace interiore, e l’Indonesia, dove imparare ad amare di nuovo e concentrarsi sull’equilibrio di anima e corpo. 

Sulla strada

“Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto, no? “ Sulla strada di Jack Kerouac, definito come il manifesto della beat generation, è un inno al viaggio inteso come vagabondare, muoversi per il solo gusto di non rimanere fissi in un unico punto. Sal Paradise, giovane studente di New York, incontra il sognatore Dean Moriarty, il cui irresistibile desiderio di evadere li spinge ad intraprendere ben quattro viaggi: da Paterson a Marin City, da Rocky Mount a San Francisco, da Denver a Long Island e, per ultimo, da New York a Città del Messico. A fare da sfondo alle esperienze dei due giovani ci sono le metropoli americane nel pieno del loro boom economico e i paesaggi sconfinati di quell’America ancora legata alle tradizioni. 

Scorcio di tempio con paesaggio naturale sullo sfondo
Laos. Foto: Unsplash/Christine Wehrmeier

Un indovino mi disse

“Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile. La mia, per esempio, aveva tutta l’aria di essere una maledizione.” Un po’ autobiografia, un po’ reportage, Un indovino mi disse è uno dei capolavori scritti dal giornalista Tiziano Terzani che dagli anni ‘70 visse in Asia come corrispondente del “Der Spiegel”. La sua storia nasce da una semplice profezia riferitagli da un indovino di Hong Kong, il quale lo avvertiva di non salire su nessun aereo nell’anno 1993. Ha inizio, così, un susseguirsi di spostamenti via terra tra Thailandia, Birmania, Laos, Cambogia, Vietnam, Singapore, Cina, Mongolia e Russia, dove lo stesso Terzani – lo ammetterà più di una volta – ha modo di conoscere più a fondo e vivere con più lentezza ogni singola destinazione, diventando osservatore attento di tradizioni e culture così diverse da quelle del mondo occidentale. 

Il silenzio dei miei passi

“Sono un pellegrino sul Cammino di Santiago di Compostela. Ho scelto di percorrerlo facendo voto di silenzio: pertanto tu parlami, ma io potrò comunicare con te solo scrivendo.” Con questa frase scritta in un foglietto di carta in cinque lingue, Claudio Pelizzeni, travel blogger italiano, parte da Bobbio, nella provincia di Piacenza, in direzione di Santiago di Compostela. L’obiettivo è quello di intraprendere il cammino in totale silenzio, recuperando così un rapporto più consapevole con i luoghi che lo circondano e il percorso che si percorre. Una volontà, la sua, di distaccarsi dal mondo virtuale e di accogliere, invece, a braccia aperte le storie dei viandanti incontrati per strada. Una lettura che permette di vedere e scoprire attraverso i suoi occhi i luoghi magnifici che, da sempre, hanno attirato religiosi e laici. 

Ristorante tipico greco con terrazza affacciata sul mare
Corfù. Foto: iStock/Anna_Jedynak

La mia famiglia e altri animali 

“Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro […].” Così Gerald Durrell, noto naturalista britannico, comincia la sua autobiografia pubblicata nel 1956 che vede sua madre vedova e gli altri tre fratelli lasciare la grigia Inghilterra per la soleggiata isola di Corfù. Nella villetta immersa nel verde e a poca distanza dal mare, la famiglia si può finalmente dedicare alle attività preferite: la scrittura per Larry, le armi per Leslie, l’ozio per Margo e la natura per Gerald. Attorno c’è sempre il tassista tuttofare Spiro che considera gli inglesi come dei lord da venerare. Un’autobiografia leggera e divertente che rispecchia quel tratto di società inglese anteguerra che, tornata dalle colonie, trovava piacere nell’arte del dolce far niente

Campi di lavanda in Provenza
Provenza. Foto: iStock/Provence Photos

Un anno in Provenza

“L’effetto del tempo sui provenzali è ovvio e immediato: si aspettano che ogni giorno ci sia il sole, e il loro umore, se non c’è, ne risente.” Quando si ha bisogno di una vacanza, in qualsiasi periodo dell’anno, il romanzo di Peter Mayle è un’ottima soluzione per godersi una terra passionale, ricca e onirica come il sud della Francia. Anche in questo caso è una famiglia inglese quella che lascia la vita frenetica della città per rifugiarsi tra i vigneti, le cittadine e i mercati pullulanti di persone e chicche culinarie della Provenza. 

Coincidenze. Sui binari italiani da Milano a Palermo

“Ho visto l’Italia per la prima volta dai finestrini di un treno.” Tim Parks, traduttore e scrittore inglese residente in Italia dagli anni ‘80, racchiude tra le pagine del suo libro il ritratto di un’Italia imperfetta, tra continue contraddizioni e perenni ritardi, ma allo stesso tempo magnifica. Ne scaturisce un amore sincero per il Bel Paese descritto attraverso lunghi viaggi e coincidenze mancate tra paesaggi affascinanti e incontri con personaggi molte volte grotteschi. Un’analisi della storia e del funzionamento dei treni che si trasforma in uno studio approfondito della cultura, delle abitudini e delle continue contraddizioni che rendono autentica l’Italia.

Facciata tradizionale di un ristorante tipico giapponese.
Tokyo, Giappone. Foto: Unsplash/Clay Banks

Storia del mondo in 500 camminate

Un must have per gli appassionati di storia e viaggi. Dal circolo polare artico al pellegrinaggio degli 88 templi in Giappone, Sarah Baxter mostra, attraverso racconti, mappe e fotografie, 500 percorsi (descritti cronologicamente dalla preistoria ai giorni nostri) che si districano tra scenari naturali e metropoli modernissime. La via Francigena, il sentiero dell’Argento del Messico, le alture del Kilimangiaro sono solo alcune delle tappe accennate in questa raccolta che invita a scoprire i lati più nascosti del mondo comodamente dal divano di casa oppure in prima persona con scarpe da trekking e racchetta da nordic walking.