In cerca dello scatto perfetto: le 5 destinazioni più instagrammabili al mondo

Lontani sembrano i tempi degli album fotografici delle ferie e di quella aspettativa nell’attesa che i rullini venissero sviluppati. Nell’era dei social media e dei millennial che organizzano le vacanze in base al potenziale scenico della destinazione, il valore originale del viaggio sembra aver perso autenticità.

Ma se non fosse tutto perduto? Se dietro il feed di Instagram si celasse lo stesso desiderio di immortalare ricordi in una cartolina, oggi digitale, che dura una vita intera? Unendoci agli ultimi trend in fatto di #travel, siamo partiti alla ricerca dello scatto perfetto e abbiamo selezionato le cinque destinazioni più fotogeniche, pardon, “instagrammabili” al mondo – ritrovando, tappa dopo tappa, l’emozione di una scoperta sempre nuova.

Marrakech

Da ogni sua prospettiva, la città rossa del Marocco cattura l’attenzione dell’obiettivo come poche altre al mondo, forte di un’architettura distintiva e un’estetica che appaga l’occhio con la precisione di tassellature e arabeschi e con l’equilibrio di una palette cromatica curata a pennello.

Ne è esempio il Palazzo El Bahia, un capolavoro dell’architettura tradizionale marocchina risalente al XIX secolo situato a sud della Medina. Con un nome che è già un preludio della sua magnificenza, il “palazzo dello splendore” è il frutto dell’opera meticolosa, durata 14 anni, di artisti e architetti marocchini: esteso su ben otto ettari, il palazzo si ricopre di un intricato crocevia di intarsi e zouak (tradizionali elementi in legno dipinto) tutto da fotografare. Protagonista indiscusso è il suo cortile: l’alleanza del marmo di Carrara e dello zellige, la vivacità del blu e del giallo, e la simmetria degli spazi si rivelano l’arma vincente per un post Instagram che fa sognare i follower.

Palazzo El Bahia

Un’oasi di verde e blu dipinta che porta la prestigiosa firma di Yves Saint Laurent è un altro must della Marrakech più stilosa. Tra collezioni botaniche di cactus, aloe, palme e bambù, il complesso dei giardini Majorelle, progettato dall’omonimo artista francese, si arricchisce di una nota in più di eleganza nel 1980, anno in cui lo stilista e il compagno Pierre Bergé diventano proprietari del giardino e decidono di trasferirsi nella villa dell’artista. La residenza ospita oggi al piano terra il Musée Berbère e, con la sua dominante cromatica cobalto, crea un intrigante contrasto con le sfumature naturali del parco. Impossibile allora resistere al richiamo di un glamour che buca l’obiettivo, in una location che sembra creata su misura per essere immortalata ancora e ancora.

L’ultima cartolina marocchina arriva dall’antico Palazzo El Badi, costruito nel 1578 per volere del sultano e senza badare a spese – come testimoniavano l’oro, il marmo italiano, l’avorio e il legno di cedro del progetto originale, comprensivo di ben 360 stanze. Un fascino “incomparabile”, proprio come suggerito dal suo nome, e che si respira tutt’oggi tra le sue rovine. Un design ambizioso che lascia il segno a ogni scatto, regalando inquadrature mozzafiato nascoste ad ogni angolo. La più amata? Tra quella frontale che ritrae l’immensa piscina nel mezzo delle rovine, la prospettiva che dal basso ripercorre tutta l’ascesa della scalinata ricoperta di piastrelle smaltate, e la ripresa dall’alto che racchiude il disegno labirintico del palazzo, la scelta è davvero ardua.

Palazzo El Badi, Marrakech.

Giordania

Un carosello di istantanee rosa aranciato arriva dal fascino senza tempo della Giordania. Tra i tesori naturali più fotografati spicca al-Siq, l’imponente canyon che costituisce l’ingresso principale all’antica città di Petra. Formatasi dopo un terremoto, la buia e stretta gola si snoda per circa 1,2 km arrivando a creare, nei punti più ravvicinati, un passaggio di soli tre metri di larghezza. Uno scenario da sogno fatto di rocce color cipria, ripide pareti e profili frastagliati, perfetto per incorniciare l’arrivo dei viaggiatori più avventurosi.

Canyon al-Siq

Il tour prosegue pochi minuti più in là, di fronte a uno dei luoghi più iconici della città. Di origine incerta, si ipotizza tra il 100 a.C. e il 200 d.C., Al-Khazneh (“Il Tesoro”) è un maestoso monumento, scavato nella parete rocciosa situata di fronte alla gola di accesso ad al-Siq, che stupisce al primo sguardo per la sua solennità e il gioco di sfumature della sua fisionomia. Per uno scatto epico bisogna raggiungere il tratto Al-Khubta (e sfidare le vertigini!). Come? Dopo aver oltrepassato “Il Tesoro” e aver scalato le Royal Tombs, un cartello indica la direzione per il sentiero lungo le tombe. Una volta sorpassate alla loro destra, il percorso continua (per circa 40 minuti) verso la cima della montagna, per poi scendere fino a scorgere il monumento. Da qui, si apre un quadro immacolato che ripaga la fatica con viste mozzafiato ed emozioni indescrivibili.

Un’altra protagonista delle gallerie social è Wadi Rum, comunemente chiamata la “Valle della Luna”. Scavata nei millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e di roccia granitica della Giordania meridionale, la valle è patrimonio UNESCO e palcoscenico di infinite cartoline. Fra le più suggestive e fotografate, meritano sicuramente una citazione due ponti naturali. Con un’altezza facilmente raggiungibile e viste uniche sul rosso della sabbia sottostante, il Little Rock Bridge è una delle location più gettonate. Più impegnativa è invece la salita all’Um Frouth Rock Bridge, ma il panorama sull’oro delle montagne fa subito dimenticare ogni sforzo.


Al-Khazneh (“Il Tesoro”)

Croazia

La prossima tappa del tour alla ricerca dello scatto perfetto ci porta più vicino a casa, in Croazia. Per quasi 300 km² il territorio accoglie il Parco nazionale dei laghi di Plitvice, un’area protetta ricca di cascate e bellezze fotogeniche che da 40 anni vanta il titolo di patrimonio UNESCO. Il cuore del parco custodisce la sua destinazione più popolare, quella dei 16 laghi, divisa in due zone geografiche.

Raggiungibile in barca e percorsa da passerelle di legno, l’area dei laghi superiori incanta dal primo istante con acrobazie acquatiche e piscine naturali. Da non perdere è l’itinerario tra il lago Galovac e il Gradinsko, dove l’alleanza tra lo smeraldo dell’acqua e il verde della foresta crea un binomio che attrae l’obiettivo.

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Non da meno è l’area dei laghi inferiori. A circa 50 metri dal percorso principale dell’entrata 1, prende vita la classica cartolina che dal canyon a Veliki Slap (la “Grande Cascata”) immortala il parco in una delle sue pose più famose. Nei paraggi, anche una delle viste più belle: proprio prima di Veliki Slap ha inizio un percorso minore a gradini sulla collina posta a sinistra della cascata. Una volta raggiunta la strada principale, basta svoltare a destra e continuare per circa 200 metri: è qui che ha inizio l’incredibile punto panoramico.

Parigi

La città più romantica al mondo non ha di certo bisogno di presentazioni, ma può nascondere angoli “segreti” e scorci inediti tutti da scoprire. A partire da quelli che regalano viste a 360 gradi e che tolgono il fiato. Spedizioni di shopping sfrenato e non solo: l’ultimo piano delle Galeries Lafayette accoglie infatti un’ampia terrazza da cui è possibile ammirare i tetti e il profilo parigino, interrotto dall’inconfondibile silhouette della Tour Eiffel. Un’altra sorprendente visuale è quella offerta dal quinto piano del Musée d’Orsay che, oltre alle opere di Monet, Renoir e Van Gogh, ospita l’iconico orologio del museo. Una vera e propria finestra sulla città che si apre sul Louvre e sul Jardin des Tuileries (e, poco più in là, sulla collina di Montmartre su cui poggia il Sacré-Cœur), regalando l’emozione di uno scenario senza tempo.

Il titolo di “via più instagrammata di Parigi” va invece a Rue Cremieux. Per lo più sconosciuto prima dell’era del social media, questo angolo sulla rive droite non ha nulla da invidiare alla palette color pastello della Notting Hill londinese ed è oggi teatro di pellegrinaggi di fotografi professionisti e amatoriali.

Rue Cremieux

Come ultimo post parigino, un promemoria per ricordarci che non bisogna credere a tutto quello che si vede. È la magia (o l’inganno!) della Sinking House, la “casa pendente” situata a destra del Sacré-Cœur. Nessun effetto alla Torre di Pisa quindi, ma solo un trabocchetto fotografico ben riuscito: basta infatti inclinare l’obiettivo verso sinistra fino a che il profilo della collina risulti orizzontale et voilà, les jeux sont faits!

Messico

Tutto vero, invece, è lo spettacolo che Madre Natura ha modellato tra le meraviglie del Messico. Un’esplosione di colore dietro l’altra e un ritorno alla natura più sorprendente: questa terra ha tutte le carte in regola per trasformarsi nel sogno di ogni fotografo.

Sulla punta della penisola dello Yucatán si cela una tavolozza di colori brillantissimi, dove un’incredibile sfumatura rosa confetto va a sostituire quella più comunque turchese. Dove ci troviamo? Di fronte all’incanto dei laghi Las Coloradas, una scena surreale creata da un pizzico di troppo di sale: sono infatti i depositi accumulatisi sul fondo del lago il motivo di questa ammaliante personalità cromatica. Per uno scatto da record, consigliamo di attendere il tramonto, nel momento esatto in cui la barriera tra cielo e acqua si perde all’orizzonte.  

Lo smeraldo è invece il tratto distintivo di un’autentica gemma della Riviera Maya. Situato a pochi chilometri da Tulum, il Gran Cenote non è solo una mecca per gli amanti delle immersioni. Con le sue acque a dir poco cristalline, questa tipica grotta di acqua dolce regala una piscina naturale degna di un set fotografico, dove il gioco di luci e ombre esalta la purezza dei colori e tesori geologici come stalagmiti e stalattiti dirigono gli spazi in maniera imprevedibile.

Islas Marietas (Playa del Amor)

Situate a pochi chilometri dalle coste di Nayarit e facilmente raggiungibili in barca da Punta de Mita, le isole Marietas sono un paradiso terrestre completamente inabitato formatosi da antiche attività vulcaniche. Le premesse per una cartolina da urlo ci sono già tutte, ma è la bellezza disarmante di Playa del Amor, conosciuta anche come la “spiaggia nascosta”, a rubare completamente la scena: si tratta infatti di un affascinante cratere che si spalanca verso il cielo proteggendo al suo interno una spiaggia di sabbia dorata bagnata dall’azzurro del Pacifico. Quando si dice che la realtà supera l’immaginazione!