In viaggio tra le pagine di un libro: isole da sogno raccontate da grandi scrittori

La letteratura e i viaggi sono da sempre legati da una connessione profonda: dai lettori appassionati che portano due o tre libri in vacanza (perché non si sa mai!), ai diari di viaggio in cui tappa dopo tappa viene registrato l’entusiasmo della scoperta, fino ai grandi autori che a partire da un viaggio creano capolavori della letteratura. In particolare, un viaggio alla scoperta di un’isola è capace di suscitare emozioni che si imprimono nella mente e nell’animo, talmente forti che riescono a rimanere vivide dopo essere state trasformate in parole dalla penna di uno scrittore, trasportando chi legge in luoghi da sogno. Ecco cinque grandi autori che portano i lettori in viaggio su splendide isole attraverso le pagine dei propri capolavori.

Procida: l’isola di Arturo

Passeggiando sul lungomare di Mergellina a Napoli in una giornata limpida e soleggiata si scorgono all’orizzonte i profili delle isole del Golfo: Ischia, Capri e Procida. Quest’ultima ha fatto e fa sognare ancora oggi chi decide di sbarcare sulle sue pittoresche coste. Il paesaggio è talmente bello e l’atmosfera così avvolgente da aver reso l’isola una musa ispiratrice per la celebre scrittrice Elsa Morante, che ha accompagnato i suoi lettori in un viaggio vivido ed emozionante tra i luoghi che contraddistinguono Procida. Leggendo l’Isola di Arturo, pagina dopo pagina, i profili delle casette color pastello, le spiagge candide che contornano l’isola, le verdi campagne che ascendono fino a Terra Murata e al castello si materializzano e diventano luoghi familiari dove, non solo Arturo ha vissuto la propria infanzia, ma anche ognuno di noi. Sbarcando dal traghetto sul molo della marina di Procida sembra di entrare in una realtà parallela, quella della vita isolana, da qui inizia un tour guidato dalle parole di Arturo: facendosi strada tra le strettissime viette del centro si arriva nella dorata piazza dei Martiri da cui raggiungere, sul promontorio di Terra Murata, il Palazzo d’Avalos, ex prigione di Procida e luogo emblematico del romanzo. Si prosegue verso il magnifico castello che domina incontrastato l’isola o verso la zona della Vigna dove Arturo trascorre la sua prima infanzia, per rivivere passo dopo passo l’appassionante storia che ha conquistato migliaia di lettori. Dopo un tuffo nelle pagine del romanzo è arrivata l’ora di un tuffo nelle acque azzurre che avvolgono Procida: le cale tra cui scegliere sono un’infinità e aspettano solamente di essere scoperte.

Procida

Il tesoro dell’isola di Montecristo

L’isola d’Elba, con promontori verdeggianti e acque cristalline, è una delle più celebri isole dell’arcipelago toscano, nota anche, oltre che per la sua bellezza naturalistica, per essere stata teatro dell’esilio di Napoleone Bonaparte. Proprio in quest’epoca è ambientato il capolavoro di Alexandre Dumas, il Conte di Montecristo, un romanzo che sin dalla sua pubblicazione ha saputo trasportare i lettori in un mondo di intrighi, vendette, avventure, soprusi e amori nascosti. Momento cruciale nel romanzo è l’arrivo del coraggioso Edmond Dantès sull’isola di Montecristo, dove, grazie al ritrovamento del tesoro nascosto, può acquisire l’identità del Conte di Montecristo e iniziare ad ordire la sua spietata vendetta. Scalo di corsari e avvolta da un velo di mistero e leggende, oggi l’isola di Montecristo è un gioiello naturale, nominato riserva protetta: un’armoniosa composizione granitica coperta da bassa vegetazione che spunta improvvisamente da acque dalle sfumature smeraldine. Partendo dall’Elba si potrà sbarcare sull’isola a Cala Maestra e seguendo le orme di Edmond arrivare fin su al monastero e alla villa reale, inebriandosi di un’aria dominata dai profumi della natura che, selvaggia e incontaminata, conquista il cuore dei pochi visitatori che sono ammessi annualmente sull’isola. E il tesoro? Per tanti anni ricercato sotto l’altare del monastero di San Mamiliano sull’isola è stato poi trovato nascosto sulla terra ferma, nell’altare della chiesa di San Mamiliano a Sovana, in provincia di Grosseto. A quanto pare il vero tesoro dell’isola rimane il suo strabiliante patrimonio naturalistico e la biodiversità che la rendono unica nel suo genere e quasi magica, grazie all’alone di mistero che riesce a conservare a distanza di secoli.

Isola di Montecristo

Itaca, l’isola dell’eroe multiforme

La Grecia è da sempre simbolo della vacanza mediterranea per eccellenza e culla della cultura e della civiltà occidentale. Questa duplice matrice si accentua visitando i suoi splendidi arcipelaghi, quello delle Cicladi bagnato dal mar Egeo e quello ionico, sul versante adriatico. In quest’ultimo arcipelago, incastonata tra Lefkada e Cefalonia, si trova l’isola di Itaca, emblema della classicità greca e icona per eccellenza della patria lontana. Approdando sulle sue coste, si può rivivere, come in una suggestione, il mito dell’eroe omerico Ulisse che dopo tanto errare per mare può finalmente sentire di nuovo la sabbia bianca delle spiagge della sua isola fra i piedi, può ammirare dall’alto il profilo della sua terra che si tuffa tra i flutti, può di nuovo rimanere inebriato dai profumi della natura. Passo dopo passo, caletta dopo caletta, la storia e la leggenda cedono il passo alla natura e al panorama: è un incanto la spiaggia di Sarakiniko dove limpide acque incontrano le rocce di arenaria, mentre la sabbia candida della cala di Gidaki è ombreggiata da splendidi cedri e tamerici che rendono il paesaggio unico. Ritrovando la via che dalla costa porta verso l’entroterra dell’isola si ritrovano le tracce di Ulisse. Vicino Vathy i più coraggiosi potranno addentrarsi nella caverna dove, secondo il racconto omerico, Ulisse nascose il suo tesoro affidandolo alle ninfe. Mentre, salendo verso nord si attraversano tanti piccoli villaggi arroccati, uno di questi, Stavros, è avvolto dal mistero. Si pensa, infatti, che in questa zona sorgesse il palazzo di Ulisse, la meta tanto agognata del suo lunghissimo viaggio. Uno sguardo all’orizzonte, ai panorami mozzafiato dell’isola e, sicuramente, sarà più facile mettersi nei panni di Odisseo e capire come mai il suo sguardo è sempre rimasto puntato verso casa durante il suo viaggio.

Itaca, Grecia

Una vacanza a Tenerife con Agatha Christie

La scrittrice di gialli più famosa di tutti i tempi nell’estate del 1927 salpa alla volta delle pittoresche coste delle isole Canarie e sbarca nel piccolo ma vivace porticciolo di Puerto de la Cruz. A partire da quel momento Agatha Christie resta affascinata dai particolari dell’isola: dalla vegetazione ricca, alle spiagge di sabbia scura che creano uno splendido contrasto con il blu profondo del mare, fino ai villaggi dai mille colori che illuminano la costa. Le immagini vivide dell’isola si ritrovano tradotte in parole in uno dei racconti brevi dell’autrice, “L’uomo venuto dal mare”, parte della raccolta de “Il misterioso signor Quin”. Protagonista indiscussa del racconto è una splendida villa, La Paz, avvolta in un meraviglioso giardino gremito di un caleidoscopio di fiori e piante: un’istantanea perfetta del giardino di Sitio Litre nel cuore di Puerto de la Cruz. Lasciandosi trasportare dal mistero che viene mano a mano snocciolato durante il racconto, si riesce quasi a sentire il profumo e a vedere i colori delle orchidee che tanto avevano stupito la scrittrice durante la sua visita. Una volta ritrovate le scogliere che cadono a strapiombo nel mare, le sfumature, gli odori e le immagini descritte nel racconto, lasciando la vivacità di Puerto de la Cruz alle spalle, appare all’orizzonte, immenso, il Pico del Teide, l’anima di Tenerife. Un breve viaggio sulla funivia permette di assistere ad uno spettacolo emozionante. Sulla cima del vulcano, affacciandosi da una distesa di roccia rosso intenso, il panorama che si scorge non sarà facile da dimenticare.

Playa de las Teresitas, Tenerife

Un’indagine a Lampedusa con il commissario Montalbano

Nato dalla penna di Andrea Camilleri e ambasciatore della sicilianità più autentica e genuina nel resto d’Italia e d’Europa, il commissario Montalbano è uno dei personaggi letterari più amati dal grande pubblico. Le pagine che compongono i racconti sulle indagini e le peripezie del commissario sono intrise di talmente tanti particolari vividi sul territorio siciliano che, leggendo, sembra di sentire la brezza che profuma di salsedine sul volto e il calore dell’estate isolana sulla pelle. Montalbano, come tutti perseguitato dallo stress, sente il bisogno di una vacanza e nel racconto “Amore e Fratellanza” incluso nella raccolta “Gli arancini di Montalbano” Camilleri traghetta i suoi lettori sulle stupende coste dell’isola di Sampedusa (meglio nota come Lampedusa nella realtà). Qui tra uno scorcio da cartolina e un pranzo con tipici piatti lampedusani, il commissario porta a spasso i lettori tra la natura brulla dell’isola, proseguendo scrupolosamente le sue indagini, e parola dopo parola Lampedusa diventa così familiare che sbarcando sull’isola per la prima volta sembrerà quasi di averci trascorso le vacanze estive negli ultimi anni. Lo spettacolo che coglie sempre impreparati, però, è la magnifica spiaggia dei Conigli, una piscina naturale abbracciata da una spiaggia bianchissima, quasi da far invidia alle isole tropicali.

Spiaggia dei Conigli, Lampedusa