Le origini del benessere, tra antichi rituali e tradizioni

In viaggio si parte per scoprire nuove terre, culture lontane, tradizioni radicate nella storia. E se al centro dell’avventura ci fosse la ricerca del benessere? Dai massaggi millenari della Thailandia alla meditazione zen giapponese, passando per i rituali di purificazione in Turchia, ecco come il benessere diventa parte dell’identità di un paese… e della rinascita di corpo e spirito.

Thailandia, la terra del sorriso e del massaggio per eccellenza

Quando il benessere diventa una filosofia di vita. C’è un motivo ben preciso se la Thailandia continua a scalare la classifica delle mete più ricercate per le vacanze wellness, e non è circoscritto soltanto alla possibilità di trascorrere ore e ore di ozio sul bagnasciuga. Qui il benessere è radicato nella storia, nel territorio: le spa di tutto il mondo si ispirano alle antiche tradizioni thailandesi per formulare massaggi e trattamenti all’avanguardia, capaci di restituire un senso di pace interiore anche agli animi più stanchi.

Un tradizionale massaggio thailandese 

Ma cosa c’è alla base di questo enorme patrimonio nel settore del benessere? Cosa rende, ormai da millenni, la “terra del sorriso” ancora più sorridente? Forse è tutto da attribuire all’arte del massaggio thailandese, un rituale che tutt’oggi conserva elementi di origine sacra. Tramandato dai monaci buddisti e, almeno secondo la leggenda, nato dalle mani di un diretto conoscente di Buddha, impiega tecniche ayurvediche e della medicina cinese, puntando tutto sull’equilibrio tra fisica ed energia. Niente oli essenziali o pressioni leggere: il vero massaggio thailandese prevede movimenti forti e decisi, con compressioni muscolari volte a stimolare i canali energetici. Il risultato? Un senso di relax assoluto e ritrovato vigore, oltre un benessere diffuso a tutto il corpo. Questa antica tecnica apporta infatti benefici al sistema immunitario, riduce lo stress, migliora la circolazione e aiuta a perfezionare la postura. Quando si dice benessere a 360°!

Tutti in viaggio verso la Thailandia, quindi. Ma da dove iniziare? I centri spa spopolano in ogni angolo del paese, garantendo lunghi attimi di relax anche a chi decide di viaggiare senza fermarsi in una sola destinazione. Bangkok è una delle scelte più gettonate, tra centri benessere ultramoderni e spa panoramiche affacciate sui grattacieli della città. Ma la vera essenza del benessere thailandese è da ricercare forse proprio accanto al mare, nei tanti resort con spa che sorgono tra le palme da cocco e le spiagge bianchissime che adornano la costa. Ko Samui, Phuket e Ko Pha Ngan meritano sicuramente di essere appuntati sulla mappa.

Il Giappone, per ritrovare se stessi con la meditazione buddista

Sul Monte Koya, a sud di Osaka, sorgono decine e decine di monasteri buddisti. Si chiamano shukubō, e offrono da sempre possibilità di alloggio ai pellegrini e ai forestieri di passaggio. Oggi sono una delle mete prescelte dai viaggiatori che desiderano la pace interiore, meglio se provenienti da terre lontane, meglio se in cammino alla ricerca di se stessi, meglio se in viaggio da soli. Chi arriva sul Monte Koya si prepara a vivere un’esperienza mistica, un processo basato sull’introspezione: le fondamenta sono da ricercare nelle antiche tradizioni della religione buddista, che fa della meditazione zen il suo punto di forza.

La meditazione in un monastero giapponese

Una tipica giornata in un monastero buddista inizia nelle prime ore del mattino, quando i monaci si dedicano alle preghiere di inizio giornata. La meditazione seduta, anche conosciuta come zazen, si pratica in assoluto silenzio e inizia al rintocco di una campana. Richiede rigore, calma, concentrazione. L’obiettivo è acquisire consapevolezza di se stessi e del proprio corpo, liberarsi da ogni pensiero superfluo, escludere il mondo esterno e permettere alla mente di slegarsi da qualsiasi ostacolo. I benefici, in una società sempre più difficile e frenetica, non sono affatto da sottovalutare: la meditazione è un rimedio sempre più utilizzato per combattere ansia e depressione, alleviare le paure e gli stress quotidiani, ritrovare quel tanto necessario equilibrio emotivo. Meditare è, in breve, una lezione di vita, e un viaggio in Giappone ha il potere di impartire tutti gli insegnamenti necessari per proseguire sulla strada giusta.

È possibile ritrovare l’essenza della spiritualità giapponese in ogni angolo del paese, in particolar modo tra i templi tradizionali che costellano non solo i paesaggi rurali, ma anche le città. Kyoto è un’ottima scelta per avvicinarsi alla meditazione senza perdere di vista l’aspetto più turistico della vacanza: imperdibile una visita al giardino zen del tempio di Ryoanji, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e considerato il più famoso di tutto il Giappone. Cosparso di ghiaia rastrellata a onde e contraddistinto da 15 rocce, è fatto proprio per essere osservato nella classica posizione della meditazione. Il motivo è semplice: solo da seduti si può notare che le 15 rocce non sono mai tutte visibili, ma ce n’è sempre una nascosta dietro le altre. È una metafora della realtà che ci circonda, e di come sia impossibile vederla e comprenderla fino a fondo.

La Turchia, tra benessere e purificazione

Tutto ha inizio con il concetto di purificazione. L’antica tradizione dell’hammam (o bagno turco) si ispira alle terme dell’antica Roma e costituisce uno dei capisaldi della cultura della Turchia. Un tempo utilizzato in sostituzione del bagno privato (non tutte le case ne possedevano uno), nonché come momento di aggregazione sociale, oggi l’hammam resta una delle esperienze imperdibili di ogni viaggio in Turchia. A Istanbul ce ne sono di storici, tutti caratterizzati dalla tipica struttura a cupola e dalle classiche decorazioni d’epoca ottomana. Tra i più suggestivi spiccano quello di Cağaloğlu, risalente alla prima metà del 1700, e quello di Çemberlitaş, costruito a fine del 1500.

L’occorrente per una classica sessione in hammam

Ma come si svolge, in pratica, una sessione in hammam? Innanzitutto in tre passaggi distinti, ognuno assegnato a una sala diversa della struttura. Si inizia dal camekan, un atrio destinato alla preparazione e al relax che precede il trattamento. Si passa al sogokluk, un’area di transizione che si trova prima della stanza principale, che invece prende il nome di hararet. È in quest’ultima che, avvolti nel vapore, si effettua il trattamento vero e proprio: la scelta di farlo da soli o meno è totalmente soggettiva, ma la forma tradizionale del trattamento prevede che venga effettuato dalle mani di un abile professionista. La prima fase del rituale è un vigoroso scrub con guanto di crine, volto a eliminare le cellule morte della pelle; allo scrub seguono un massaggio energico e un risciacquo finale del corpo con acqua calda e sapone. 

Ai novellini del bagno turco il processo potrebbe risultare meno rilassante del previsto. Niente paura: basta farci un po’ di abitudine, o provare a focalizzarsi sugli effetti benefici di tutto il rituale. Oltre ad avere un potere calmante sul sistema nervoso, una sessione in hammam può infatti migliorare la circolazione e alleviare i dolori articolari. A trarne maggiore vantaggio, però, è sicuramente la pelle, che risulta da subito liscia, morbida e, soprattutto, purificata. Non era forse questo lo scopo iniziale del viaggio?