Sicilia segreta: un viaggio tra patrimoni UNESCO e riserve naturali

In Piazza Duomo a Catania, di fronte alla Fontana dell’Elefante, ci si ritrova per decidere se rintanarsi nel Bar Spinella ad abbuffarsi di arancini o se scendere a La Playa; dalla parte opposta, a Palermo, il mercato di Ballarò è un invito a fare festa prima di partire per la provincia di Trapani e sognare una vacanza esotica a San Vito Lo Capo. Messina attira per le vicine isole Eolie, mentre Siracusa… beh Siracusa non ha bisogno di pubblicità. Bastano le foto di Ortigia a parlare per lei.

Ma la Sicilia è davvero solo questo? Si può limitare la bellezza di una terra così ricca a spiagge e città viste e riviste? La risposta viene da sé. I paesini alle pendici dell’Etna, le basiliche barocche del siracusano, le città arabe del centro e l’arte rappresentata anche a cielo aperto sono tutti preziosi segreti di un angolo di paradiso chiamato Trinacria.

Riviera dei Ciclopi (Acireale, Aci Trezza e Aci Castello)

Un viaggio in Sicilia non potrebbe che iniziare tra miti e leggende, in un’area dove l’asprezza del territorio roccioso contrasta con la piacevole tranquillità delle sue cittadine: Acireale, Aci Trezza e Aci Castello. La Riviera dei Ciclopi per pochi attimi oscura la vicina Catania, mostrando a turisti e siciliani il suo cambiamento radicale. Pasticcerie artigianali, ristoranti tipici, spiagge organizzate sfilano sotto un sole che brilla durante tutto l’anno. Un cannolo al Gran Cafe Solaire ad Aci Castello non è un’opzione ma un dovere imprescindibile prima di visitare il maestoso castello normanno; un piatto di spaghetti al nero di seppia è il giusto premio dopo una gita in barca tra i faraglioni di Aci Trezza. Un nome, quest’ultimo, che ci rimanda subito a I Malavoglia di Giovanni Verga, a cui è dedicata un’ala al Museo della Casa del Nespolo in cui sono raccolte fotografie e alcune sue lettere indirizzate al fratello Pietro.

Riviera dei ciclopi

Zafferana Etnea

Ciò che colpisce delle città dell’Etna è la loro dipendenza, quasi devozione, al vulcano: non importa il pericolo imminente, questi centri continueranno a venerare la sua potenza naturale incanalando il loro timore in festeggiamenti caotici e passionali di santi e patroni. Incastonata in uno scenario bucolico, Zafferana Etnea è da sempre la meta preferita di catanesi, e non solo, alla ricerca di un po’ di frescura. Arte, cultura e gastronomia, Zafferana non si fa mancare proprio nulla: dalle celebrazioni della Chiesa di Santa Maria Santissima, costruita con la pietra bianca di Siracusa, a eventi che animano anche le sere autunnali, come l’Ottobrata, quando i migliori artigiani del paese si riuniscono per mostrare al pubblico abilità manuali e culinarie. Bellezza che ha conquistato persino il cuore di Franco Zeffirelli, che la scelse come set per il film Storia di una capinera. Un consiglio? Una visita all’Oro d’Etna, un’azienda agricola famosa per l’estrema bontà del suo miele fatto di fiori d’arancio, di castagno e di piante di limoni.

Palazzolo Acreide

Inserito nella lista dei patrimoni UNESCO, Palazzolo Acreide è un gioiellino nascosto tra le colline dell’entroterra siracusano. La città nasce sull’antica Akrai, di cui oggi rimangono resti di luoghi di culto e del piccolo teatro greco, dove ogni estate vengono organizzati spettacoli di teatro classico. All’arrivo è la scenografica scalinata della Chiesa di San Sebastiano a saltare all’occhio, eclissando persino l’elegante Palazzo Comunale. Corso Vittorio Emanuele regala scatti instagram proponendo l’una dietro l’altra dimore seicentesche, come Palazzo Rizzo e Palazzo Judica, e chiese dalle tipiche facciate bianche, tra cui spicca la Basilica di San Paolo.

Palazzolo Acreide

Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile

Vegetazione fitta, gole e canyon scavati dal fiume Cassibile, specchi d’acqua naturali: la Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile è un must see. Scala Cruci, Sentiero Carrubella e Scala di Mastra Donna sono gli unici percorsi accessibili; non è facile, sia chiaro, serviranno scarpe da trekking, pantaloni comodi e soprattutto litri e litri d’acqua, ma ne varrà sicuramente la pena! Cavagrande, però, conserva al suo interno anche resti di importanza archeologica come la Grotta dei Briganti, un abitato di epoca rupestre.

Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile

Caltagirone

Meta non del tutto segreta, Caltagirone riassume perfettamente il concetto di “sicilianità”: colorata, barocca, vivace e buongustaia. La sua ceramica, che assunse i toni del blu, del verde e del giallo solo dopo la dominazione araba, viene apprezzata in ogni angolo del mondo ancora oggi. Tutto in città parla di questa tradizione millenaria; viene spiegata minuziosamente al Museo della Ceramica, mostrata da botteghe e negozi di artigianato ed esposta con orgoglio in bar e ristoranti, ma ci pensano i 142 gradini della Scalinata di Santa Maria del Monte rivestiti di maioliche policrome a lasciare tutti senza fiato.

Caltagirone

Enna

Capoluogo più alto d’Italia, Enna domina il paesaggio della Sicilia centrale con fierezza e splendore medievale. Romani, spagnoli, ebrei, sono solo alcune delle popolazioni che hanno segnato la storia della provincia: per averne un assaggio occorre camminare per le vie del centro, fermarsi a contemplare le cinque tele di Filippo Paladini nel Duomo di Enna (luogo di pace dell’UNESCO) e sognare storie di dame e cavalieri nel Castello di Lombardia – una delle fortezze medievali più grandi d’Italia. Altro vanto è la Villa Romana del Casale, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, con i suoi fitti mosaici incastonati in 3500 m² di pavimenti. Dulcis in fundo: Rocca Cerere, il punto panoramico di Enna, è lo spot preferito dei suoi abitanti per ammirare il cambio di colori del paesaggio circostante.

Sciacca e Il giardino incantato di Filippo Bentivegna

Una città a strati, che dalla parte medievale (Terravecchia) scende sinuosamente verso il mare, passa per edifici nuovi fino ad arrivare alle case dei pescatori e mastri ceramisti. Una gioia per la vista e ispirazione per qualsiasi fotografo. Sciacca fu costruita nel V secolo a.C (anni portati con disinvoltura, si direbbe!) come resort termale per le famiglie benestanti di Selinunte ed è tuttora famosa per il suo mare cristallino e il colore sgargiante del suo corallo. Tutto qui? Ovviamente no. A confermare l’animo artistico dei siciliani ci pensa Il giardino incantato di Filippo Bentivegna, una collezione di teste umane scolpite nel legno e nella roccia che lo stesso Jean Dubuffet, artista francese, definì come un’eccelsa manifestazione dell’Art Brut.

Sciacca

Mozia (San Pantaleo)

Esiste la Via della Seta che collega l’Europa all’Asia; in Sicilia la Via è una sola, quella del Sale. Lungo tutta la costa che va da Marsala fino a Trapani, vecchie e nuove saline si susseguono affacciandosi su un mare che farebbe invidia a quello dei Caraibi. Mentre tutti parlano, per ovvie ragioni, di Favignana, la vicina Mozia (o Isola di San Pantaleo) si lascia visitare da un pubblico scelto, molto più interessato alla storia e all’archeologia. Parte della Riserva naturale dello Stagnone di Trapani e Marsala, l’isolotto venne acquistato dall’inglese Whitaker che, grazie a studi e scavi, portò alla luce il Santuario fenicio-punico di Cappiddazzu e altre rovine oggi conservate nel Museo Whitaker. Buon viaggio!

Mozia (San Pantaleo)