Slow tourism: 5 mete imperdibili per il 2021

Se il 2020 è stato l’anno in cui abbiamo dovuto fermarci e accantonare i grandi progetti di viaggio, il 2021 sarà senza dubbio quello in cui il turismo lento, o slow tourism, si imporrà come una delle modalità principali di intendere le vacanze. Non più mordi e fuggi e turismo di massa, bensì ritmi dilatati, scelta di strutture eco-friendly e di modalità di spostamento strettamente connesse al concetto di lentezza e valorizzazione del territorio. Via libera quindi a camminate, trekking, cicloturismo ed equitazione, e al biologico e al chilometro zero in tavola.

Abbiamo selezionato cinque imperdibili destinazioni tutte europee, per riscoprire la bellezza intatta di alcune mete meno conosciute del continente. Ovviamente da assaporare con lentezza e consapevolezza! 

La Canea, Creta

Cucina locale e spiagge isolate per una fuga lontana dalla terraferma

La spiaggia segreta di Seitan Limania. Foto: Pixabay/eloneo

Se il suo porto in stile ottomano e i suoi vicoli acciottolati sono di una bellezza delicata, La Canea diventa invece sfacciata quando si parla di cibo. Da semplici caffè sul mare a raffinati ristoranti di cucina cretese, la scena culinaria di questa città sulla costa nord occidentale di Creta è, seppur ristretta, in rapidissima espansione. Tra una tappa alla moschea Yali Tzamisi, gioiello dell’architettura islamica direttamente affacciata sull’Egeo, e al quartiere più pittoresco della città, la Tabakaria, vale la pena fermarsi in una delle tante taverne tradizionali, tra viste sul mare e gatti che gironzolano sornioni fra i tavoli. Perché non tuffarsi poi completamente nelle tradizioni cretesi con una lezione di cucina locale, magari immersi fra i verdi altopiani sopra la città?

Imperdibile poi, e senza dubbio al di fuori dei circuiti del turismo di massa, la spiaggia Seitan Limania. Questo stretto canale è un angolo di paradiso (sebbene il nome, letteralmente “Porto del Diavolo”, suggerisca il contrario a causa dell’impervietà del luogo), fatto di acque turchesi e sabbie bianche, conosciuto solo dai locali. Per raggiungerlo bisogna attraversare sentieri ripidi e rocciosi (spesso popolati da capre e mucche), ragione per cui è bene armarsi di scarpe adatte e di tanta buona volontà. La meta finale farà però dimenticare la fatica!

Isole Shetland, Scozia

Un’avventura ai confini del mondo fra trekking e natura incontaminata

I simpaticissimi puffin sulle scogliere delle Isole Shetland. Foto: Pixabay/AdamAndrews

Un centinaio di isole (di cui solo 15 abitate!) che galleggiano sulle acque profonde tra l’estremità Nord della Scozia e le propaggini occidentali della Norvegia. Stiamo parlando delle aspre e incontaminate Isole Shetland, la destinazione perfetta per un’avventura remota fra tradizioni vichinghe e una natura mozzafiato.

Il modo migliore di entrare in contatto con questa terra incantata? Sicuramente camminando. Sono tantissimi i percorsi tra cui scegliere e, qualunque sia il livello di allenamento, nessuno presenta particolari difficoltà, dal momento che le isole sono in gran parte pianeggianti. Uno fra tutti è senza dubbio quello sull’isola di Unst, che conduce alla splendida Riserva naturale di Hermaness, paradiso per gli appassionati di birdwatching. Qui infatti, fra grandi prati verdi che terminano sul ciglio di impressionanti scogliere e il vento del Nord che soffia senza tregua, si possono osservare moltissime specie di uccelli marini tra i più spettacolari d’Europa, fra cui gli adorabili puffin, o pulcinelle di mare (il periodo migliore per avvistarli è tra fine aprile e inizio agosto).

In questo arcipelago sferzato dal Mare del Nord e dall’Atlantico sono di casa anche altri splendidi animali: simpatici e curiosi pony Shetland, lontre, foche e morbidissime pecore. Non serve dirlo, i prodotti a maglia creati con questa lana spessa e calda (fantasie e design variano da isola a isola) sono una delle produzioni di punta del luogo. L’annuale Shetland Wool Week alla fine di settembre è un appuntamento imperdibile! 

Alentejo, Portogallo

Il lato più insolito e selvaggio della costa atlantica portoghese

La sconfinata costa atlantica dell’Alentejo. Foto: Unsplash/Mario Cruz

Se Lisbona, Porto e l’Algarve sono ormai mete privilegiate e affollate di turisti da ogni parte del mondo, la regione dell’Alentejo rivela un Portogallo insolito, fatto di lunghe distese di sabbia incontaminate, piccoli villaggi tradizionali e… pochissimo altro! Qui è infatti la natura a dominare incontrastata: ben 120 km di costa (con più di 60 km di interminabile sabbia dorata!), dune sconfinate e chilometri di vigneti, risaie, pini, eucalipti e querce da sughero. La densità è qui di 24 abitanti per km², garanzia di grandi spazi dove respirare a pieni polmoni l’aria salina dell’oceano e trovarsi a tu per tu con il paesaggio.

Se il turismo lento è fatto anche, e soprattutto, di rinuncia al mordi e fuggi e agli spostamenti rapidi e superficiali, questa vasta regione fra Lisbona e l’Algarve è l’emblema stesso di uno stile di vita slow, anche se attivo. Passeggiare è un programma sempre valido in qualsiasi zona dell’Alentejo, ma i 350 km dei percorsi (da fare a piedi o in bicicletta) della Rota Vicentina sono davvero unici e soprattutto molto ben segnalati. Si può scegliere fra il percorso storico e quello dei pescatori, che segue la costa atlantica regalando panorami davvero mozzafiato. Non mancano poi una grandissima varietà di attività outdoor come passeggiate a cavallo, surf, kayak e addirittura escursioni in mare per avvistare delfini e balene.

Quella dell’Alentejo è una bellezza remota e senza pretese, che – fra mille sfumature di verde, una natura plasmata dal vento oceanico e piccoli villaggi dove il tempo si è fermato – riesce a regalare un assaggio di lentezza e autenticità.

Slovenia

Un angolo di quiete e sostenibilità lontano dal turismo di massa

Una meravigliosa alba sul lago di Bled. Foto: Pixabay/dreamypixel

Sorprende come la Slovenia – in qualche modo adombrata dalle vicine star Italia e Croazia – non sia già stata invasa dal turismo di massa. Dopotutto i suoi fiumi turchesi, i laghi alimentati dai ghiacciai, i suoi boschi e le cime innevate sono talmente belli da lasciare chiunque senza parole. Il lago di Bled è senza dubbio uno dei protagonisti indiscussi delle meraviglie del paese: le sue acque placide color blu intenso circondano l’unica (seppur piccolissima!) isola slovena, raggiungibile con la tradizionale imbarcazione a remi, la pletna. Per il momento rimane però poco affollato in ogni periodo dell’anno, regalando un’atmosfera magica e rigenerante.

Non è tuttavia soltanto la mancanza di orde di turisti a fare della Slovenia una delle destinazioni più slow d’Europa. Un terzo del territorio è infatti coperto di boschi e il verde, è il caso di dirlo, è il colore che negli ultimi anni sta disegnando il futuro del paese: verdi sono molte delle politiche attuate, le esperienze proposte in campo turistico, così come un gran numero delle strutture di accoglienza. Sono ben 12 le destinazioni che di recente hanno conquistato il prestigioso marchio d’oro Slovenia Green destination per il loro impegno verso un turismo sostenibile. Tra queste troviamo Bled, Lubiana, Laško, il Collio sloveno e la valle del fiume Isonzo.

Infine è anche l’attenzione per un’agricoltura biologica e sostenibile ad aver puntato i riflettori sul paese, nominato Regione europea della gastronomia per il 2021. La capitale Lubiana è infatti una delle città più green del mondo: qui gli ingredienti di provenienza locale vengono trattati con assoluto rispetto e seguendo le tradizioni più antiche (sempre con un occhio rivolto al futuro), per un’esperienza gastronomica indissolubilmente legata al territorio.

Isole Egadi, Sicilia

Tre isole nel blu del Mediterraneo dove imparare l’arte della lentezza

Le mille sfumature di blu dell’isola di Favignana. Foto: Pixabay/milito10

Non poteva mancare infine una tappa tutta italiana. Quale destinazione scegliere se non la Sicilia, con i suoi ritmi lenti, le sue spiagge segrete, i suoi sapori così radicati al territorio? Meno affollate delle Isole Eolie, le Egadi, al largo della costa di Trapani, sono la quintessenza della Sicilia più autentica e selvaggia. Una vacanza qui è un vero e proprio tuffo tra natura, storia e folklore.

Si comincia da Favignana, l’isola “farfalla”, la più grande delle tre, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo proprio e i profumi di macchia mediterranea vengono trasportati dalla brezza marina. Non c’è cosa migliore che noleggiare una bici (Favignana è una delle isole più bike-friendly del Mediterraneo), fermarsi davanti alle mille sfumature di blu di Cala Azzurra o di Cala Rossa e gustarsi un pane cunzato preparato al momento! Levanzo è invece la più piccola, con i suoi 5 km complessivi di lunghezza, un paradiso per gli appassionati di immersioni grazie alla presenza di numerosissime grotte. Imperdibile è senza dubbio quella del Genovese, le cui pareti presentano cicli di arte parietale risalenti ben a 6000 anni fa.

Il percorso alla ricerca della lentezza non potrebbe chiudersi che con la remota Marettimo, la più selvaggia, verde e montuosa delle tre, considerata da alcuni l’antica patria di Ulisse. Sogno di ogni escursionista, l’isola presenta una rete fittissima di percorsi trekking, adatti a tutti i livelli. Il sentiero che conduce al punto più alto di Marettimo, Pizzo Falcone (quasi 700 metri sul livello del mare), è senza dubbio uno dei più belli e panoramici: la vista sulla distesa blu del mare e sui falchi pellegrini che volteggiano in alto non ha davvero prezzo.