Tre itinerari per scoprire tutti i volti di Budapest

Monumentale, patriottica, emozionante, non bastano gli aggettivi per descrivere una città così poliedrica e affascinante come Budapest. La ricchezza del suo patrimonio storico e culturale è talmente vasta e varia che Budapest riesce a soddisfare i gusti e le preferenze di ognuno dei moltissimi turisti che ogni anno decidono di farsi incantare dalla Perla del Danubio. Ecco, perciò, tre itinerari che guardano la città da angolature diverse e svelano le sue sfaccettature, passando dai luoghi più turistici agli angoli più segreti.

L’essenziale: i must-see di Budapest per turisti doc 

Piazza degli Eroi

Budapest non delude i turisti, anzi, lascia senza parole. I monumenti e i palazzi da visitare sembrano non avere fine e ogni angolo riserva una sorpresa. Simbolo per eccellenza della città è Piazza degli Eroi (Hősök tere), definirla monumentale è riduttivo. Al termine del pittoresco viale alberato lungo l’arteria principale della città, Andrássy út, l’obelisco centrale si staglia alto nel cielo dominando una piazza rettangolare che sembra non avere fine. Le statue equestri e non tra i colonnati rappresentano e celebrano tutti i leader ungheresi e, di sera, superbamente illuminate, offrono uno spettacolo da non perdere. Percorrendo Andrássy út a ritroso, passando accanto alle opulente ville in stile liberty, oltrepassando la vivacità moderna della piazza Oktogon e le vetrine di boutique internazionali si arriva di fronte la maestosa Basilica di Santo Stefano, capolavoro neogotico che troneggia sull’omonima piazza. Entrando, oltre ad opulenti capitelli e mosaici dorati, volte a botte affrescate e un elaborato altare, nella basilica è possibile ammirare la reliquia più venerata del paese, conservata in uno scrigno nella Cappella della Santa Destra, ai curiosi scoprire di cosa si tratta. Una veloce corsa con la metro M2, poi, porta direttamente di fronte al Palazzo del Parlamento, protagonista indiscusso dell’ampia piazza Kossuth Lajos tér. Sorvegliato da statue equestri e gruppi scultorei di eminenti personaggi della storia ungherese, il candido palazzo reso unico dalle guglie rosse è difficile da far entrare in un’unica fotografia e gli interni, dove sono anche conservati i gioielli reali, sono tutti da scoprire con un esaustivo tour guidato. 

Palazzo del Parlamento

Proprio alle spalle del Parlamento, si viene colti di sorpresa da un pittoresco scorcio sull’ampio bacino del Danubio Blu che, letteralmente, spacca in due la città: è arrivato il momento di avventurarsi tra le bellezze di Buda! Per attraversare il Danubio si può salire al volo su uno dei tanti tram gialli che attraversano il ponte della Libertà o attraversare a piedi il suggestivo Ponte delle Catene. Sulla collina di Buda, meglio conosciuta come collina del castello (nonostante l’assenza di un vero e proprio castello), domina l’elegante Palazzo Reale che fa da contraltare al Parlamento sull’altra sponda del fiume. Salire in cima alla collina dividerà gli sportivi dagli amanti della comodità, le opzioni sono due: una ripida scalinata o la Sikló, l’antica funivia da cui ammirare il paesaggio mentre si viene lentamente issati fin su in cima. Una passeggiata permette di ammirare la scenografica Chiesa di Mattia Corvino, che manifesta la sua bellezza neogotica con le particolari scaglie colorate che ricoprono il tetto spiovente e l’emblematico Bastione dei Pescatori, una composizione di sette torrioni realizzata per essere una splendida piattaforma panoramica. Spostando lo sguardo verso sud, si troverà la seconda collina di Buda, Collina Gellért: una passeggiata tra i verdissimi alberi di un vastissimo giardino, porta fin su alla Cittadella dove domina, altissimo, il Monumento alla Libertà che celebra la liberazione di Budapest dall’occupazione nazista e si erge incontrastato su tutta la città. Il panorama è da vedere, non vi si renderebbe giustizia descrivendolo a parole!

Budapest “like a local”, alla scoperta delle tradizioni della città 

Bagni Gellért

Tagliando fuori gli angoli più turistici di Budapest si avrà come risultato un itinerario che porta alla scoperta della vitalità contagiosa e delle usanze più autentiche della capitale ungherese. Sicuramente, la tradizione per eccellenza è legata al benessere, una giornata alle terme è il passatempo preferito dagli abitanti di Budapest, infatti, sono numerosissimi in città i bagni termali. Per sperimentare i benefici delle acque della sorgente termale e vivere un’esperienza veramente unica, le terme consigliate sono i Bagni Gellért, un complesso di otto piscine termali all’interno di un meraviglioso edificio Art Nouveau. Fare il bagno nell’acqua a 36°C delle piscine interne è un sogno: colonnati che fiancheggiano le vasche, pareti decorate da elaborati mosaici e statue marmoree creano un’atmosfera sofisticata e d’altri tempi. Da qui il percorso alla scoperta del folklore di Budapest prende una piega gastronomica, tra le viette caratteristiche dI Pest Meridionale, la zona della città in continua evoluzione, si trova il Grande Mercato o, in ungherese, Nagycsarnok. Un enorme mercato coperto dove la crème della crème della gastronomia locale viene esposta in pittoreschi stand: una sfilata di salami ungheresi, il rosso vivo della paprika in tutte le varianti possibili e pile di scatolette di fois gras. Salendo al piano superiore la tentazione aumenta, gli stand di street food sono ricchi e invitanti, qui si mangia uno dei migliori lángos di Budapest, una sorta di pizzetta fritta guarnita con formaggio fresco spalmabile (nella variante classica) o un po’ di tutto se si ha particolarmente fame. 

Grande Mercato (Nagycsarnok)

Una camminata attraverso Pest Meridionale porterà, poi, nel quartiere ebraico, un angolo della città dove storia e street art si mescolano uniformemente creando un ambiente caloroso e vivace. Passeggiando tra le viette, ad ogni svolta, si verrà sorpresi da elaborati murales che ormai sono parte integrante del quartiere: il più famoso è l’enorme cubo di Rubik (invenzione dell’omonimo scultore ungherese) che copre l’intera facciata laterale di un palazzo. Dai virtuosismi dei writer ungheresi si passa alla bellezza senza tempo dell’imponente Grande Sinagoga, cuore e simbolo del quartiere. Con le sue alte torri in stile moresco è la seconda sinagoga più grande al mondo dopo quella di New York e stupisce con decorazioni elaborate e il grande organo che domina la navata centrale dall’alto, suonato anche dal celebre compositore e musicista ungherese Franz Liszt. Meraviglioso, poi, appena fuori l’edificio principale, il monumento dell’albero della vita, realizzato in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Scesa la sera, il quartiere si trasforma diventando uno dei ritrovi più hip della movida di Budapest grazie, soprattutto, agli originalissimi Ruin Pubs. Realizzati riqualificando edifici abbandonati e in rovina sono un vero e proprio concentrato di creatività ed eclettismo, simbolo della Budapest giovane e underground. Entrando nel più famoso e grande Ruin Pub, Szimpla Kert, si ha l’impressione di entrare in un Paese delle meraviglie punk: luci soffuse, vasche da bagno con cuscini utilizzate al posto di sedie e tavoli, muri ricoperti da migliaia di scritte multicolor, piante che pendono dal soffitto ed elementi d’arredamento molto stravaganti, si ha quasi l’impressione di entrare in un’installazione di arte contemporanea. Non c’è modo migliore di concludere la serata che sorseggiando una delle birre artigianali ungheresi avvolti dalla vibe alternativa di questo tempio della vita notturna budapestiana.

Budapest racconta la sua storia: un itinerario tra i musei e le curiosità della città

Statua della Piccola Principessa

Budapest appare sin dal primo sguardo una città fiera che celebra con onore i momenti salienti, positivi e negativi, che hanno segnato la propria storia, spesso accentuando la forza che il popolo ungherese ha dimostrato nella lotta per la propria libertà. Se si vuole conoscere a fondo Budapest e scoprirne l’essenza bisognerà percorrere le tappe di un itinerario che si addentra nel cuore della città e ne svela tutti i segreti. Innanzitutto, la storia di Budapest viene ampiamente raccontata tra le sale del vasto edificio in stile liberty che ospita il Museo Nazionale Ungherese (e si, il busto nel giardino del museo che assomiglia moltissimo a Garibaldi ritrae proprio l’eroe italiano, commemorato come importante figura storica che lottò per la libertà). Una carrellata di reperti, oggetti della vita quotidiana e preziosi cimeli, come l’antichissimo mantello dell’incoronazione di re Stefano, guida i visitatori attraverso la storia ungherese partendo dalla conquista magiara del Bacino Carpatico fino ad arrivare al Comunismo, per un primo ripasso di storia antica e moderna del paese. Storia e cultura vanno a braccetto, infatti, proprio di fronte al museo una dopo l’altra si susseguono una serie di affascinanti librerie antiquarie che oltre ad esporre prestigiosissimi volumi conservano anche antichi manifesti di epoca comunista e le edizioni più rinomate dei grandi classici della letteratura ungherese, dei piccoli baluardi che resistono strenuamente all’incessante incalzare della rivoluzione digitale.

Memento Park

 La storia di Budapest è, anche, profondamente legata alla storia del popolo ebreo, infatti prima della Seconda Guerra Mondiale la comunità ebraica ungherese, e in particolare, di Budapest era molto numerosa, oggi la sua eredità viene conservata tra le stradine del quartiere ebraico, che fu, in tempi più bui, la zona occupata del ghetto ebraico. Nascosto tra le vetrine dei negozietti e altre case, il pesante portone del numero 15 di Király utca conserva un pezzo della storia di questo quartiere. Se si ha la fortuna di trovare il portone aperto, si potrà entrare nel silenziosissimo cortile interno del palazzo, alle spalle del quale sarà possibile vedere una parte del muro che una volta delimitava il ghetto e che oggi diviene parte integrante dell’urbanistica del quartiere. Monito imperituro ai posteri ed emozionante omaggio alle vittime dell’Olocausto, invece, sono le “Scarpe sul Danubio”, in cui ci si imbatte quasi per caso passeggiando sulle meravigliose sponde del fiume. Questa sensazione di sorpresa si ripeterà svariate volte camminando per la città, infatti la vera peculiarità di Budapest sono le statue in bronzo disseminate per le sue vie. Personaggi che quasi si mescolano alla folla di turisti o al paesaggio: tra le più fotografate ci sono la statua del panciuto poliziotto, a pochi passi dalla Basilica di Santo Stefano, e quella della piccola principessa seduta su una delle ringhiere del lungofiume tra il ponte della Libertà e il ponte Elisabetta. Ricorre spesso, tra targhe, statue, obelischi, il tema della libertà, valore fondante per gli ungheresi dopo aver subito nel passato recente l’oppressione nazifascista, seguita subito dopo dal regime comunista. Una visita alla Casa del Terrore permette di addentrarsi in un’esposizione che ricrea quasi la rigida atmosfera che dominava la città e il paese in quel periodo, anche se il vero effetto spaesante si proverà visitando Memento Park. Ad una manciata di chilometri fuori dal centro città, questo parco conserva tutte le statue comuniste rimosse dal centro di Budapest e di altre province ungheresi dopo la caduta del regime. Passeggiare nel verde tra granitici busti di Marx e Lenin, monolitiche statue di soldati dell’esercito sovietico e monumenti celebrativi della lotta operaia fa immaginare la portata della propaganda comunista, specialmente appena si dà uno sguardo agli enormi stivali di bronzo che accolgono i visitatori all’entrata, unico pezzo rimasto della megalitica statua di Stalin che una volta troneggiava sulla piazza del Parlamento nel centro di Budapest. Per addolcire e alleggerire gli animi dopo questa passeggiata nella storia, infine, è consigliata una passeggiata a Vörösmarty tér dove l’elegante pasticceria Gerbeaud vizia i suoi clienti da metà Ottocento con deliziosi dolci ungheresi a cui è impossibile resistere.