Tutto per amore del cibo: un viaggio enogastronomico nelle isole del Mediterraneo

Immune alle mode passeggere, eppure in continuo cambiamento, il cibo è da sempre lo strumento di comunicazione preferito dall’uomo. Inviti a cena per saldare vecchie amicizie o per iniziarne di nuove; pranzi in famiglia per supportare (o sopportare?) le persone a cui teniamo ed eventi di gala con piccoli e graziosi finger food per celebrare successi. Diciamo la verità, il primo pensiero di qualsiasi viaggiatore è: “dove mangiare, cosa assaggiare”. Dubbio che porterà a stilare una lunghissima di street food e squisitezze locali da non perdere assolutamente.

Questo tour enogastronomico è un modo per scoprire come località apparentemente così lontane tra di loro abbiano in realtà tantissimo in comune, dall’amore indissoluto per la propria tradizione alla ricchezza di materie prime che, almeno una volta nella vita, vale la pena di provare. 

Porquerolles

Si inizia dalla Provenza, con un pizzico di romanticismo. Proprio di fronte alle coste meridionali francesi, le isole di Hyères (o isole d’Oro) fanno capolino tra le acque turchesi del Mediterraneo. Lì la più grande, Porquerolles, domina la scena con spiagge dorate e una rigogliosa macchia mediterranea. Acquistata dal magnate François Fournier come regalo di nozze per Sylvia, la sua sposa inglese, l’isola è riuscita a conservare il suo aspetto originario. Infatti niente auto in questo piccolo eden, ma solo biciclette e, volendo, scarpe da trekking. Nell’entroterra, tra bouganville e piante di ulivo, filoni di vigneti sfilano sotto il caldo sole provenzale, che con l’influenza del mare danno vita ai famosi vini Côtes de Provence AOC. Domaine de la Courtade, Domaine de l’Île e Domaine Perzinsky sono le tre uniche aziende dell’isola dove poter partecipare a degustazioni enogastronomiche. Un’esperienza da capogiro!

Corsica

Charcuterie s’ils vous plaît! Nella regione montuosa, tra fitte foreste e aspre montagne, la cacciagione è un affare serio che si traduce nella produzione di squisiti pâté e salumi. Castagniccia è la mecca per gli amanti della cucina rustica; celebre è il salamino di cinghiale e i dolci preparati con la castagna, come le frittelle (fritelli a gaju frescu) e il porridge (pulenta) arricchito con zucchero a velo o acqua di vite. La tradizione casearia porta in tavola il brocciu, simile alla mozzarella, e il fromage corse, a pasta dura. Ultimo, ma non per questo meno pregiato, il pesce. Da Bastia a Porto Vecchio, il pescato del giorno è il protagonista indiscusso di fritture, zuppe e grigliate. Il finale migliore per un viaggio in Corsica è un aperitivo fronte mare con un bicchierino di Cap Corse, un vino fortificato aromatizzato con chinino ed erbe aromatiche.

Formaggi tipici di capra, Corsica

Ponza

Ogni estate romani (e non) abbandonano la città caotica per fuggire verso la graziosa isola di Ponza. Ad accogliere i foodies è il piacere in ogni sua forma: relax sulla spiaggia di Chiaia di Luna, nuotate tra gli scogli, gite in barca nell’azzurro del Tirreno e uscite fino all’alba nel centro vivace di Ponza città. La gastronomia qui non ha nulla di complesso (ça va sans dire), ma non sarà la semplicità il vero segreto del successo? Ristoranti chic e trattorie hanno in comune pesce freschissimo e un forte rispetto per gli usi e costumi, a volte smorzati dalle idee più innovative di giovani chef. I due piatti che mettono d’accordo vip e viaggiatori hippy? Gli spaghetti con cozze e pecorino e il coniglio alla ponzese. La migliore rappresentazione di terra e mare. 

Pantelleria 

Ah Sicilia bedda! In questo caso Pantelleria bedda. Bent el Riah, la figlia del vento, è il nome con cui venne chiamata dagli arabi, la prima popolazione ad insediarsi nella natura aspra di quest’isola vulcanica. Proprio dal nero della sua terra nasce un vino apprezzato in tutto il mondo: il passito di Pantelleria. Una lavorazione (patrimonio UNESCO dal 2014) che va indietro negli anni e che viene tuttora tramandata di generazione in generazione. Stiamo parlando dei vigneti ad alberello, pratica introdotta dai Fenici e perfezionata dai locali, che vede la coltivazione della varietà Zibibbo sotto forma di alberelli. Una tecnica per molti, poesia per gli amanti della cultura enologica siciliana. Dominata in passato, è Pantelleria a conquistare oggi il cuore degli amanti della dolce vita – lo sa bene Giorgio Armani che anni fa acquistò un dammuso proprio sulla Perla nera del Mediterraneo.  

Pantelleria

Malta

Italia (in particolar modo Sicilia), Nord Africa e Medio Oriente si uniscono in matrimonio a Malta, tra le ultime reminiscenze della cultura britannica – i pub nella briosa St. Paul’s Bay ne sono la riprova. La cucina maltese va gustata lentamente nelle taverne affacciate sul mare. Valletta è perfetta per il foodie propenso all’innovazione, grazie al suo numero sempre più crescente di locali alla moda; ma a chi preferisce rimanere con i piedi per terra si consiglia di noleggiare un’auto. L’odore degli antichi forni si fonde con quello dei pastizzi (stuzzichini di pasta sfoglia ripiena) e dell’Aljotta (piatto nazionale) per le stradine di Sliema, vicino alla frizzante nightlife di St. Julian’s. Nel paesino di Mosta cenare con prelibatezze più casareccie è un rituale accompagnato dal seducente suono della chitarra e dai toni corposi dei vini delle varietà Gellewza e Ghirghentina, e il mercato del pesce di  Marsaxlokk è un invito a celebrare l’abbondanza del Mediterraneo. Formaggis in fundo, la spettacolare Gozo dove trascorrere giornate ammollo delle sue acque cristalline tra una fetta di formaggio di pecora locale e un ‘hobz biz-zejt’ (pane condito con olio d’oliva e ripieno di pomodori, tonno, capperi, cipolla e aglio).

Cannolicchi con formaggio, verdure fresche e brodo di cocco, Malta

Lèsina

Glamour. Questo è l’aggettivo usato da molti per descrivere l’isola dalmata di Lèsina, una striscia di terra circondata dalle sfumature turchesi dell’Adriatico e pervasa dalle fragranze di lavanda e pino. L’isola che effettivamente c’è, ideale per staccare la spina e rilassarsi circondato da sola natura. Lo charme di Lèsina città è dato dal luccichio del molo, dai colori pastello delle case e da un’atmosfera di perenne festa, a cui i ristoranti affacciati sul mare partecipano fino a tarda serata con musica dal vivo. Il pescato del giorno viene esposto come un trofeo per poi essere subito elaborato in primi piatti come la gragada, cucinata in un tegame di terracotta, e in grigliate servite con un filo leggero di olio di oliva. 

Lèsina

Cipro

Un’isola, tre continenti. Con radici europee, uno sguardo alla Turchia e un cenno di saluto all’Africa, Cipro racchiude in sé millenni di storia e protegge gelosamente paesaggi incontaminati. Secondo leggenda Afrodite nacque sullo scoglio di Petra Tou Romiou, lasciando tracce della sua bellezza nel mare e nelle spiagge. La sua tradizione vinicola, apprezzata persino da Marco Antonio, risale alla notte dei tempi e viene tutt’oggi celebrata con musica e danze nei festival di Commandaria e di Lemesos, entrambe a sud-ovest. Altre due aree che interessano la produzione di vini di qualità sono Krasohoria e Pitsilia dove le celebrazioni avvengono durante il mese di settembre. La linfa di Bacco viene di solito servita con delle meze, piccole portate di degustazione con hummus, salsa di tahini e taramosalata. Vale la pena menzionare il celebre formaggio dell’isola, esportato ormai in tutto il mondo: grigliato, fritto, in insalate, l’halloumi si presta a qualsiasi tipo di ricetta e molte volte accompagna tagli di carne succulenta all’interno di fragranti pitte

A coloro in perenne dieta consigliamo di lasciarsi andare, anche solo per poco, alla “felicità che un bicchiere di vino ed un panino” sanno trasmettere. Buon appetito!

Insalata Dakos, Cipro