Viaggio gourmet tra le città d’Italia

Si viaggia col cuore, ma anche col palato! I weekend gastronomici in città all’insegna della buona tavola sono diventati uno dei nuovi trend. E quando si parla di stelle Michelin? L’asticella del gusto si alza. Ecco tre city break dal Nord al Centro Italia all’insegna della cucina gourmet. Per palati raffinati, foodie di ultima generazione e viaggiatori curiosi.

City break gourmet: questione di gusti!

Quando si parla di cucina gourmet, è risaputo, il pubblico si divide fra sostenitori incalliti dello street food o della cucina verace e sostanziosa (quelli che “Se entro lì, esco con la fame!”), e sperimentatori di nuovi sapori. Tra talent e cooking show, ormai l’impiattamento è il metro di giudizio e la location può fare la differenza. L’attenzione per il cibo di qualità ormai è parte integrante della vita degli italiani, anche – e soprattutto – di quelli in viaggio. 

Ristorante gourmet

Cosa succede infatti quando il foodie va in vacanza? Il turismo gastronomico è in crescita costante negli ultimi anni, così come la ricerca di esperienze uniche legate al cibo. Assieme alla lista dei must see, c’è anche quella dei must eat, per non lasciare alcun sapore inesplorato. La formula migliore per abbinare gusto e viaggio è senza dubbio quella del city break. Le città italiane sono un concentrato di interessanti proposte culinarie da accostare a una mostra, a uno spettacolo teatrale, o a un più tradizionale tour tra le meraviglie urbane.

Ad oggi le stelle Michelin che illuminano l’Italia sono ben 374. Primato mondiale? No, ma quasi. Secondo solo al Giappone, il Bel Paese difende le sue radici legate alla tradizione e il suo sguardo aperto al futuro. Partendo da Milano, e scendendo in direzione sud lungo lo stivale, ecco una proposta di viaggio che insegue alcune delle stelle della cucina per vivere le città coinvolgendo tutti i sensi.

Milano – L’arte e il design sono in tavola

Milano è una fucina costante di innovazione. Quando si parla di tendenze in campo di design, arte e moda, la città della Madonnina è sempre in testa. La sua proposta culinaria rispecchia questo lato avanguardistico e per molti dei suoi 19 ristoranti stellati la fusione con l’arte è quasi spontanea. Creatività, sperimentazione e ricerca del bello sono il riferimento costante di tre chef nel cuore della città.

Piazza Gae Aulenti, Milano

Primo fra tutti Enrico Bartolini al Mudec. Ben tre stelle (fresche di Guida Michelin 2020) brillano all’ultimo piano del Museo delle culture di Milano, in zona Tortona, al centro del distretto del design. Un caffè al Bar Luce alla Fondazione Prada, qualche ora trascorsa tra gli artisti esposti al Mudec e la giornata trova una conclusione perfetta con una cena nei grandi ambienti chic e intimi dell’ex fabbrica Ansaldo. I piatti qui sono piccole opere d’arte che si alimentano della “classicità contemporanea” di Milano e che colpiscono gli occhi e poi il palato.

Basta spostarsi di qualche chilometro per incontrare anche un altro due stelle storico della città, Il Luogo di Aimo e Nadia, che fa del design milanese il motore del proprio concept. Il recente restyling del locale è un omaggio alla città degli anni Cinquanta: dettagli e mobili originali dell’epoca, specchi geometrici e pezzi unici disegnati appositamente per il ristorante. Un progetto che guarda al passato e punta al futuro. Proprio come la cucina degli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, che omaggia la tradizione e si apre alla sperimentazione e alla ricerca. Il piatto che vale il viaggio? I tortelli farciti di ossobuco di Fassone e midollo nel suo ristretto allo zafferano sardo e parmigiano Bonati.

Se da zona Tortona si prosegue in direzione sud-est, ecco spuntare i canali dei Navigli. Gallerie d’arte, locali chic e spazi espositivi all’avanguardia convivono con l’atmosfera suggestiva della vecchia Milano delle botteghe e delle case di ringhiera. Alla fine della giornata, immancabile un’esperienza immersiva nel mondo dell’arte a tutto tondo con lo chef Claudio Sadler, premiato con una stella Michelin. Da Sadler si mangia letteralmente in mezzo a opere di artisti contemporanei, che cambiano a rotazione. Una passione riconoscibile nelle creazioni – moderne, geometriche e colorate – dei suoi menu.

Firenze – Palazzi storici e sapori antichi

Proseguendo in direzione sud, verso il Centro Italia, i ritmi si fanno meno spinti che nella futurista Milano e la cucina segue questa tendenza più rilassata, privilegiando le materie prime del territorio e la stagionalità alla sperimentazione estrema. A Firenze sono 7 i ristoranti premiati dalla “Rossa” e, inutile dirlo, molti di questi trovano casa in alcuni dei palazzi storici più belli della città. Eccone alcuni da non lasciarsi sfuggire tra una visita al Giardino di Boboli e una passeggiata sul Lungarno.

Corridoio Vasariano, Firenze

Non si può che cominciare dagli splendidi giardini del complesso museale di Villa Bardini, da cui si domina tutta la città dall’alto. Dopo una salita vertiginosa, la vista – assolutamente spettacolare – ripaga la fatica! Qui le scuderie della villa del Seicento ospitano La Leggenda dei Frati, che si è guadagnato una stella Michelin grazie a una cucina calorosa, autentica e rispettosa degli ingredienti. Fegatini, animelle, legumi e una grande varietà di prodotti artigianali (cotechino, panettone, pasta e pane) interpretati con originalità non deluderanno le aspettative.

Scendendo verso l’Arno, si attraversa Ponte Vecchio e – ammirando con il naso all’insù Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria e il Museo del Bargello che scorrono accanto – si raggiunge lo splendido Palazzo della Gherardesca. Qui brilla la stella del Palagio, ristorante del maestoso Four Seasons Hotel. Lo chef Vito Mollica propone una cucina tradizionale in chiave contemporanea, nella cornice unica e sfarzosa di uno degli edifici storici più belli dell’intera città.

L’ultima tappa gourmet della Culla del Rinascimento si trova nel cuore del centro storico, tra le mura di uno degli edifici più antichi di Firenze, la medievale Torre Pagliazza. Stiamo parlando del Santa Elisabetta, ristorante dello storico Hotel Brunelleschi che ha appena conquistato la sua prima stella nell’Olimpo Michelin. Lo chef Rocco De Santis qui propone una sintesi brillante tra Toscana e Campania, dove il ricordo diventa il fil rouge che lega tutte le portate in carta. Il piatto imperdibile? Senza dubbio “I Cappelletti… ricordo della Domenica”, dove trionfano la dolcezza della ricotta di bufala e l’intensità del ragù napoletano.

Roma – Cena con vista 

L’itinerario prosegue ancora più a sud, direzione Roma. Seconda solo a Napoli, la capitale si conquista il secondo posto nel podio Michelin con ben 19 ristoranti stellati solo nel centro storico. Non si può negare: la Città Eterna è così bella che è impossibile non volerla ammirare in ogni momento della giornata, anche a tavola. Non sorprende quindi che sia la protagonista indiscussa di alcuni dei suoi ristoranti più chic e blasonati.

Vista panoramica su Roma

Si dice che la vista dalla sua terrazza sia una delle più belle di Roma. Qualche idea? Si tratta della Pergola, unico tristellato romano sotto la guida di Heinz Beck, vera istituzione nel mondo dell’alta ristorazione. La scelta più audace è senza dubbio quella del menu degustazione da dieci portate. Nessuna paura, però: le luci della città dall’alto – per non parlare poi degli spaghetti cacio e pepe con gambero bianco marinati al lime – faranno dimenticare il prezzo del biglietto!

Un city break romano non è tale senza una tappa al Colosseo. E se si potesse ammirare lontano dalla calca dei turisti? All’Aroma il desiderio è esaudito: l’elegantissimo rooftop del cinque stelle lusso Palazzo Manfredi ospita il monostellato guidato dallo chef Giuseppe di Iorio. Da un posto in primissima fila sull’Anfiteatro Flavio, in tavola arrivano piatti mediterranei con punte creative. Lo spettacolo è assicurato.

Partendo da qui – attraversando i Fori Imperiali e gettando la tradizionale monetina nella Fontana di Trevi – in poco tempo si arriva a piazza della Trinità dei Monti, ultima destinazione gourmet della capitale. Dopo una tappa d’obbligo da Sant’Eustachio per uno dei migliori caffè di Roma, è tempo di salire al sesto piano dell’hotel Hassler. La stella Michelin dell’Imàgo splende grazie a una cucina fatta di abili contrasti e alla vista impareggiabile sulla Città Eterna che si gode dalle meravigliose vetrate.