Yoga e viaggi, in equilibrio tra benessere e scoperta

Da un po’ di anni a questa parte si sta riscoprendo l’importanza dello “stare bene”, molto spesso associato sia alla ricerca del benessere fisico che ad un approfondimento delle proprie emozioni. Lo yoga, in questo campo, sembrerebbe avere la chiave di tutto. Il famoso equilibrio tra yin e yang non sarà facile da trovare ma neanche impossibile, soprattutto se ci si avvale dell’aiuto di un materassino, di un maestro e tanta, tantissima forza d’animo. 

Un’antica tradizione tramandata principalmente per via orale, lo yoga vede la luce ben 5000 anni fa nella parte settentrionale dell’India e viene sin da subito usata dai brahmani (i sacerdoti appartenenti alla prima casta della società indiana) come pratica per tenere sotto controllo corpo e anima al fine di raggiungere l’illuminazione. L’arrivo di questa disciplina nel mondo occidentale avviene negli Stati Uniti verso la fine del XIX secolo, tra congressi universitari a Chicago e incontri in California. Da allora nomi come Vinyasa, Ashtanga, Yin, Power sono diventati d’uso comune. Dalla vasta scelta di lezioni agli outfit sempre più fashion, lo yoga è passato dall’essere una disciplina di pochi ad un nuovo stile di vita, a cui, ovviamente, non poteva che essere unita l’idea del viaggio. Nascono così gli yoga retreats

Luoghi incantevoli, calma dello spirito e ritrovamento di sé sembrano essere legati gli uni agli altri, creando una combo vincente che oltre a far raggiungere l’illuminazione aiuta all’accrescimento della conoscenza e dello spirito. Il plus? La maggior parte delle destinazioni scelte sono dei veri paradisi terrestri!

Bali

Una destinazione wellness ricercata da yogi e non; l’opportunità di esercitarsi con guru di fama internazionale; accedere alle migliori spa olistiche e approfondire le basi del veganesimo grazie al numero sempre più crescente di ristoranti. La prevalenza della cultura e religione induista crea un’atmosfera ideale in cui maestri e studenti riescono a creare un legame ancora più profondo con il proprio Io. Detto ciò, ecco quali sono le regioni più consigliate.

Risaie di Ubud

Ubud, per un viaggio autentico. 

Centro della cultura, dell’arte e della danza, Ubud è conosciuta a livello mondiale per la natura rigogliosa delle sue foreste, per i giochi geometrici delle risaie terrazzate e per la ricchezza di templi e santuari. Spa, saune, centri benessere e ristoranti naturisti fioriscono in ogni suo angolo, conquistando il cuore di viaggiatori appassionati. 

Canggu, il paradiso degli hipster.

Preferita dai giovani – americani, inglesi e australiani in particolar modo – Canggu unisce i concetti del wellness e del detox a quello del divertimento, intrattenendo con scuole di surf, cafè alternativi e locali in cui la musica continua a scandire il passare delle ore fino a tarda notte. La ciliegina sulla torta? Le sue spiagge da cartolina. 

Seminyak, la parte posh di Bali. 

Al contrario di Canggu, “The Yak” – così soprannominata dagli inglesi – è un concentrato di locali chic, resort di lusso, spa e bar sofisticati, che attirano un’audience più matura alla ricerca di puro e semplice relax. 

Costa Rica

Una destinazione che sembra essere fatta apposta per lo yoga. Ad attirare sempre più avventurieri è lo charme di questo paese baciato dai Caraibi e dal Pacifico e che non concentra la sua rara bellezza solo nei lunghi litorali ma anche nel suo entroterra composto prevalentemente da verdissima giungla, casa di una biodiversità stupefacente. A tutto ciò si aggiunge un patrimonio storico-culturale vasto. La capitale San José è un mélange interessante in cui l’architettura spagnola, chiaro ricordo del periodo coloniale, sfila insieme a resti di epoca pre-colombiana e a palazzi moderni.

Vulcano Arenal

Montezuma, la regina delle spiagge.

Ancora prima di raggiungere Playa Montezuma – una striscia di sabbia bianca come borotalco – si viene travolti da un’incredibile energia, la stessa che porterà con molta facilità alla realizzazione di un perfetto Warrior II. Playa Grande è un altro spot amato da surfisti, appassionati di paddleboard ed escursionisti che, soprattutto durante la bella stagione, si avventurano nei sentieri all’interno della giungla per vedere più da vicino l’abbondanza naturalistica di questa regione. 

Santa Teresa, per un saluto al sole.

Un altro villaggio situato sulla Penisola Nicoya, Santa Teresa da piccola cittadina di pescatori è divenuta nel corso degli anni una destinazione top per sportivi di tutti i tipi e di tutte le età. Le sue spiagge sono perfette per iniziare la giornata con un Sun Salutation e, se si è amanti dell’avventura, molte strutture offrono la possibilità di praticare yoga su paddleboard. Equilibrio fisico e mentale, una vera sfida.

Lago Arenal, dove ritornare giovani.

Il luogo par excellence in cui disintossicarsi da smog e dimenticarsi del tran tran quotidiano; qui è la natura a scandire il ritmo della giornata. Il Parco nazionale del Vulcano Arenal, circondato dalla giungla, offre panorami spettacolari ed è uno dei posto più indicati per ammirare la fauna della Costa Rica – tucano compreso!

USA

Non c’è alcun dubbio, se lo yoga è ora conosciuto in tutto il mondo è grazie anche agli Stati Uniti. Che sia per “colpa” di un sempre più crescente trend del bien-vivre o grazie ad una presa di coscienza da parte di molti sull’importanza della salute psicofisica, le vacanze incentrate sulla meditazione, spiritualità e ricerca del benessere sono sempre più in crescita.

Big Sur, Highway 1

California, surfin’ USA.

La vera protagonista in questo caso è, ovviamente, la patria dei sognatori, dell’abbronzatura perenne e di uno stile di vita invidiato in tutto il mondo. La più alta concentrazione di ristoranti vegetariani e vegani è proprio qui, sulla West Coast, lasciando la Grande Mela indietro anni luce; sarà grazie all’alta concentrazione di vip? Sicuramente. Ma il culto del wellness e dello stare in forma è diventato parte integrante di una vita che oscilla tra un tuffo in oceano e impegni lavorativi. Le grandi città come Los Angeles, San Francisco e San Diego sono un punto di ritrovo per instagrammer che non vedono l’ora di postare la loro foto in posizione del Cobra con il Golden Gate o la scritta Hollywood sullo sfondo. Per chi è alla ricerca di un’esperienza un po’ più profonda si consigliano, invece, i punti panoramici dello Yosemite National Park, le dune della Death Valley, le passerelle nella Redwood National Forest e le spiagge che si snodano lungo la fotografata Highway 1. 

Marocco

Molto più facile da raggiungere rispetto alle mete sopra citate, il Marocco è nella travel list di sportivi, yogi, romantici e, soprattutto, foodie. Cosa c’è di meglio di unire alla ricerca dell’equilibrio del proprio zen l’esperienza unica di gusto e olfatto? Gli hammam tradizionali che trovano casa anche nei centri più piccoli, le spa di lusso delle capitali che offrono trattamenti agli oli essenziali (usati molto spesso nelle strutture per il loro effetto terapeutico e rilassante), la tavolozza di colori delle spezie nei suq, il vento caldo del Sahara e le vette innevate dell’Atlante… il Marocco è magia allo stato puro. Tra le infinite località scelte ogni anno come rifugio ce ne sono alcune dotate di un fascino ineguagliabile.

Deserto del Sahara

Casablanca, la città dell’amore.

La magnificenza dei palazzi art déco fa a gara con l’avvenente architettura moresca, in cui moschee e cattedrali donano un look unico a questa città affacciata sull’oceano. Una passeggiata lungo la spiaggia prima di visitare la Cattedrale di Casablanca e la Moschea di Hassan II è un ottimo inizio per ricaricarsi di vibrazioni positive e fare il pieno di spiritualità.

Fez, il relax va di pari passo con la cultura.

Fez, l’antica capitale del Marocco, è tuttora considerata il centro culturale del paese; lo dimostra la sua ricchissima storia, i suoi musei e gli antichi edifici che abbelliscono la città. Un consiglio prima di rifugiarsi in un bagno turco o in una sessione di yoga ayurveda è quello di visitare la Al-Attarine Madrasa (scuola coranica), il museo dell’artigianato (Dar Batha) e fotografare l’intricato mosaico blu della “porta azzurra” Bab Bou Jeloud.

Marrakech, l’ingresso del deserto.

I giardini lussureggianti; il mix di culture berbere, spagnole, arabe e moresche; l’architettura che spazia da un secolo all’altro e un’atmosfera come nessun’altra. Marrakech non a caso è una delle città più visitate ogni anno. Sebbene i suq di piazza Jemaa el-Fnaa siano lontani anni luce dalla tranquillità che lo yoga richiede, una camminata tra i suoi tessuti e le sue spezie è il modo migliore per prepararsi ad un tour indimenticabile nel deserto del Sahara. 

Le mete sono tante ed ogni scusa è sempre buona per organizzare un nuovo viaggio; l’importante è ricordarsi di portare con sé un materassino, indumenti comodi e un’insaziabile voglia di cambiamento.